Coldiretti Lazio News - Coldiretti Lazio http://www.lazio.coldiretti.it/ Fri, 22 Sep 2017 13:25:26 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.lazio.coldiretti.it/ 60 LAZIO “Il calo della produzione farà crollare i redditi e la capacità di spesa, influendo sul sistema economico regionale. È infatti evidente che i milioni di euro persi dagli olivicoltori mancheranno al mercato locale dei consumi. Ogni perdita di valore in agricoltura si traduce, oltre che nella minore offerta di prodotti di qualità, anche in un inevitabile impoverimento dell’economia regionale”. Il presidente della Coldiretti del Lazio, David Granieri, suona l’allarme. Nella nostra regione di olio extravergine di oliva, causa la siccità e il caldo record, se ne farà meno dell’anno scorso. “Previsioni ancora prudenti indicano una perdita media di produzione del 40% rispetto ai volumi della scorsa raccolta, con una contrazione che si spalmerà uniformemente sul territorio regionale” aggiunge Granieri. Si calcola che il calo di produzione equivarrà a una perdita economica di 150 milioni di euro (60 milioni di euro che andranno persi nella Sabina tra Roma e Rieti, altri 60 si stima mancheranno tra Latina e Frosinone e 30 milioni in fumo nell’area viterbese delle Dop Canino e Tuscia). L’ultima campagna olearia regionale fu di 11.025 tonnellate di olio da 91.145 tonnellate di olive, in calo del 47% rispetto alla precedente con 20.877 tonnellate di prodotto (dati Op Latium, Organizzazione produttori olivicoli, dai quali sono esclusi quelli da produzione per autoconsumo). Nella nostra regione sono in funzione 334 frantoi (87 in provincia di Frosinone, 82 a Roma, 77 a Viterbo, 45 a Latina, 43 a Rieti). Nel 2016 in provincia di Frosinone si ottennero 2.133 tonnellate di olio da 15.939 tonnellate di olive, 1.013 in provincia di Latina da 8.253 di olive, 1.038 a Rieti da 8.161 tonnellate di materia prima, 2.870 a Roma da 23.349 tonnellate di olive, 3.969 di olio a Viterbo da 35.441 tonnellate di olive. Nel Lazio l’olivicoltura è molto diffusa e la superficie investita ad olivo (dati Istat 2013) è di 80.000 ettari (a Roma la superficie a uliveti è del 30%, del 23% a Frosinone, del 17% a Viterbo, del 16% a Latina, del 14% a Rieti). La superficie media aziendale è minima, solitamente inferiore ad 1 ettaro, mentre sale a 1,5 ettari nelle aziende specializzate. Quattro gli oli Dop laziali: Canino, Tuscia, Sabina e Colline Pontine. “Quest’anno avremo meno olio. Costerà di più, ma invito i consumatori – conclude Granieri – a privilegiare quello locale, acquistandolo dagli olivicoltori o presso i frantoi”. http://www.lazio.coldiretti.it/lazio.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109735999 Fri, 22 Sep 2017 13:25:26 GMT OSCAR GREEN Giovani. E con una spiccata propensione alla innovazione. Sono i ragazzi della nuova agricoltura laziale, protagonisti ieri a Terracina delle selezioni regionali Oscar Green, il premio annuale istituito da Coldiretti per valorizzare le idee imprenditoriali più innovative. Francesco Gunella, di Rieti, vince nella categoria Impresa 2.Terra per avere recuperato e rimesso in produzione uno storico vitigno autoctono, il Cesenese Nero, del quale fino a pochi anni solamente qualche anziano contadino sapeva della sua esistenza. Valerio La Salvia, di Latina, è stato premiato (categoria We Green) per avere fondato una azienda, già apprezzata in ambito internazionale nel settore del water nursery, che produce piante acquatiche per gli impianti di fitodepurazione, piante ornamentali e vegetali impiegati nei progetti di ingegneria ambientale, ma che fa anche recupero di piante in via di estinzione. Valentina Iside (categoria Agri-You) è stata premiata per aver promosso a Viterbo la cooperativa Fattorie Solidali che, nella produzione biologica e nella vendita diretta di ortaggi, impiega giovani disagiati per aiutarli nel loro reinserimento sociale. Luca Salvatori (categoria Campagna Amica) di Latina ha sviluppato il progetto Farm For Me, una applicazione grazie alla quale raccoglie gli ordini dei clienti che prenotano la spesa online per riceverla al proprio domicilio, saldando il conto grazie ad un sistema di schede prepagate analoghe a quelle telefoniche. Giorgia Pontetti, titolare della Ferrari Farm di Petrella Salto, vince nella categoria Crea. Coltiva ortaggi, erbe aromatiche e frutta senza terra, con la tecnica di coltura idroponica, ma anche pomodori di altissima qualità privi di nichel, una sostanza alla quale risulta allergica il 15% degli italiani. La Ferrari Farm ha inoltre brevettato una piccola serra idroponica da collocare in casa e nella quale si possono coltivare insalate e spezie. Giuseppe Iacomini (Fare Rete) ha rappresentato la cooperativa agricola Cesare Battisti di Vetralla che, forte dei suoi 400 olivicoltori associati, è leader nella produzione, trasformazione e vendita di un extravergine di altissima qualità. I ragazzi, premiati da David Granieri e Aldo Mattia, presidente e direttore della federazione regionale della Coldiretti, rappresenteranno il Lazio alla selezione nazionale di Oscar Green, che premierà i giovani imprenditori agricoltori più innovativi d’Italia. http://www.lazio.coldiretti.it/oscar-green.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108017288 Mon, 31 Jul 2017 11:14:40 GMT AMATRICE “L’Italia ha un futuro se noi abbiamo un futuro. Lo dimostra il fatto che l’agricoltura è il solo settore produttivo che fa numeri positivi”. Lo ha detto Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, ad Amatrice, dove oggi ha consegnato all’imprenditore Adelio Di Marco il primo dei trecento buoni gasolio messi a disposizione delle aziende agricole e degli allevamenti per fronteggiare il fabbisogno energetico per poter lavorare i campi, fare le operazioni di raccolta e alimentare gli impianti di irrigazione accesi notte e giorno per bagnare le colture e salvarle dalla siccità. Il gasolio verrà distribuito ad agricoltori e allevatori dei comuni colpiti dal terremoto, Amatrice, Accumoli, Cittareale, Posta, Leonessa. “Non è possibile che a 11 mesi dal sisma – ha denunciato Moncalvo – sia stata montata una stalla su due per cavilli burocratici legati alle autorizzazioni per fare le piattaforme di cemento”. Nella frazione Configno è intervenuto anche il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. “Voi agricoltori, voi allevatori siete veri eroi perché non avete abbandonato le stalle, siete rimasti al lavoro nelle vostre aziende. Mi vengono i brividi – ha detto Pirozzi – ripensando a quel 18 gennaio quando, sotto la neve, si è ripresentato il mostro, facendo tremare la terra. Ma gli allevatori non hanno mai pianto, come non ha mai pianto il sindaco. L’economia cittadina riparte da qui, dai vostri sacrifici, dalla natura, dalla terra. Restare qui, dove siamo sempre stati, è il modo più giusto per rispettare le 239 persone che dal 24 agosto scorso non ci sono più”. Il gasolio consegnato oggi servirà ad Adelio Di Marco per trebbiare il grano del suo podere. Molti dei trecento beneficiari dei buoni utilizzeranno il gasolio per garantire acqua alle loro coltivazioni minacciate dalla siccità che anche ad Amatrice sta mettendo a dura prova, dopo il terremoto, il sistema agricolo locale. Nel comprensorio amatriciano è crollata del 60% la raccolta del fieno che gli allevatori saranno quindi costretti a comprare sul mercato. Il carburante che in questi giorni sarà distribuito da Coldiretti, dai Consorzi Agrari e da Eurocap Petroli sarà utilizzato per bagnare il foraggio, in particolare il mais, per alimentare il bestiame durante il prossimo inverno. http://www.lazio.coldiretti.it/amatrice-.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107879995 Wed, 26 Jul 2017 12:58:06 GMT AMATRICE Gasolio. A costo zero. Sarà assegnato gratuitamente ai titolari di 300 aziende agricole e allevamenti di Amatrice, Accumoli, Posta, Cittareale, Leonessa danneggiati dai terremoti dello scorso anno. Il primo rifornimento, martedì, all’azienda di Adelio Di Marco. La distribuzione proseguirà nei giorni seguenti. L’operazione di solidarietà – mezzo milione di litri (565.260) di gasolio destinati a mille imprese localizzate nel cratere del sisma tra Lazio, Umbria e Marche – è stata finanziata dalla Coldiretti, dai Consorzi Agrari, Eurocap Petroli e Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo. Senza alcun contributo pubblico. A 11 mesi di distanza dal terremoto si farà il punto sulla ripresa del settore e sulle criticità ancora da superare. “Gioia e soddisfazione perché – spiega Roberto Scano, direttore della federazione di Rieti – finalizziamo un altro impegno preso coi nostri imprenditori ai quali, dopo 11 mesi di frequentazioni assidue e fraterna collaborazione, siamo legati anche da un sentimento di autentica amicizia”. Il gasolio servirà alle aziende per le attività estive, come la trebbiatura del grano, le operazioni di raccolta sul campo, la lavorazione dei terreni, trasporto di mangimi per gli animali, di prodotti agricoli e alimentari. “Ad usufruire dei buoni – precisa il presidente della federazione Enzo Nesta – saranno agricoltori e allevatori con una attribuzione individuale parametrata sulla base delle richieste presentate allo sportello Uma l’anno precedente al sisma”. Le assegnazioni saranno calcolate in modo da garantire contributi omogenei. “Allestiremo – anticipa Ivano Capannini, delegato regionale presso la federazione di Rieti – una esposizione delle produzioni tipiche di Amatrice, come prosciutto, guanciale, salumi, pecorino, patate, farro e lenticchie per testimoniare la continuità produttiva di una comunità agricola che ha rialzato subito la testa, che non ha abbandonato le aziende, le stalle e le campagne e che ha subito ritrovato la forza e il coraggio di ripartire”. Martedì, dunque, il primo pieno di gasolio per la trebbiatrice di Adelio Di Marco che, subito dopo, mieterà il grano del suo podere. http://www.lazio.coldiretti.it/amatrice.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107725818 Fri, 21 Jul 2017 14:24:09 GMT ROMA Il confronto si farà. La Regione ha accolto la richiesta di Coldiretti di aprire la Vertenza Lazio. Lunedì 17 luglio alle ore 15.00 si riunisce il tavolo inter-assessorile sui danni causati dalla siccità, sulla operatività dei consorzi di bonifica, sui finanziamenti Ue per il primo insediamento dei giovani imprenditori agricoli e sul risanamento della Valle del Sacco. Al tavolo siederanno il presidente e il direttore della Coldiretti Lazio, David Granieri e Aldo Mattia e gli assessori Fabio Refrigeri, Carlo Hausmann e Mauro Buschini.  “La crisi idrica – spiega Granieri – non risparmia alcuna provincia. A Latina siamo allo stremo, l’acqua è finita. Dalle turnazioni siamo passati alla chiusura degli impianti irrigui. Migliaia di ettari coltivati a ortaggi, meloni, angurie sono bruciati dal caldo torrido. Criticità analoghe nell’Agro Romano. Negli allevamenti bovini di Rieti, Frosinone e della provincia di Roma la produzione di latte, per il caldo e lo stress degli animali, è crollata del 40%. Irrigazione di soccorso nella Tuscia e in Sabina per salvare uliveti e vigneti, pur nella consapevolezza che la metà del raccolto è compromessa”. A rischio i noccioleti di Caprarola e dei comuni vicini sprovvisti di sistemi di irrigazione. Di fatto pregiudicato il raccolto stagionale, perché le mandorle non si sono formate o, nella migliore delle ipotesi, la loro qualità non sarà adeguata agli standard richiesti dalle industrie dolciarie. Il crollo di valore dei prodotti agricoli e agroalimentari sarà devastante per i bilanci delle aziende. “Le perdite sono ingenti. Una prima stima parla di almeno 110 milioni di euro. Il conto – spiega Mattia – è destinato a salire. Chi ha acqua per irrigare spende centinaia di euro al giorno per approvvigionarsi di gasolio o corrente per alimentare gli impianti irrigui”. La Regione ha richiesto al Governo il riconoscimento della calamità. “Chiederemo – anticipa Granieri – misure transitorie di sostegno come agevolazioni fiscali e creditizie, abbattimento degli oneri contributivi e sospensione dei mutui per evitare il tracollo del sistema produttivo agricolo laziale. Presenteremo anche una proposta operativa per la gestione strategica delle risorse idriche, visto che ormai anche nel Lazio la siccità non è più un fatto episodico, ma un fenomeno naturale strutturale”. http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107550268 Sat, 15 Jul 2017 14:02:05 GMT ROMA Tre emergenze. In tre lettere. Quelle inviate dalla Coldiretti del Lazio agli assessori regionali Fabio Refrigeri, Carlo Hausmann e Mauro Buschini per aprire una vertenza sui danni all’agricoltura causati dalla siccità, sul ruolo dei consorzi di bonifica, sulla assegnazione dei contributi europei ai 1.250 giovani aspiranti imprenditori agricoli e sullo stato delle attività di bonifica nella Valle del Sacco. “Nelle campagne – spiega David Granieri, presidente Coldiretti Lazio – la pazienza è agli sgoccioli, proprio come l’acqua. La crisi idrica e le turnazioni per irrigare i campi hanno compromesso la qualità delle produzioni sottopagate sul mercato, tanto che i prezzi corrisposti non bastano nemmeno a coprire le spese. Chi ha acqua per irrigare coltivazioni, vigneti e uliveti è costretto a spese aggiuntive per approvvigionarsi di carburante o di energia elettrica per alimentare gli impianti irrigui. Chi irriga un giorno a settimana è rassegnato alla inevitabile perdita del raccolto. Ogni giorno il caldo e la mancanza di acqua bruciano migliaia di ettari seminati a mais, grano, ortaggi e frutta, azzerando ogni prospettiva di reddito e le speranze di recuperare i soldi spesi per le semine. Il riconoscimento della calamità dovrà garantire alle aziende il ristoro dei danni subiti o almeno agevolazioni fiscali, creditizie e l’abbattimento degli oneri contributivi”. “La vertenza interassessorile – aggiunge Aldo Mattia, direttore Coldiretti Lazio – deve segnare un punto di svolta nelle politiche su ambiente e agricoltura e favorire la concreta attivazione delle misure più volte annunciate dai tre assessori, ma mai entrate in vigore. La Regione, tramite i consorzi di bonifica, deve fronteggiare la drammaticità del momento con risposte adeguate alla gravità delle emergenze e – conclude – programmando le attività necessarie per mettere il sistema agricolo al riparo dagli effetti di nuove, probabili siccità”. http://www.lazio.coldiretti.it/roma-.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107422062 Tue, 11 Jul 2017 12:23:04 GMT ROMA La Coldiretti di Roma e del Lazio contraria alla politica economica e commerciale della Ue che ha firmato il trattato di libero scambio con il Canada e che ora anche il nostro Paese è chiamato a ratificare. Un accordo i cui rischi sono evidenziati nel documento che abbiamo condiviso con Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch. Si autorizza una indiscriminata liberalizzazione e deregolamentazione degli scambi. Per la prima volta, inoltre, la Ue accorda il via libera alle imitazioni dei nostri prodotti tipici (dai formaggi Asiago, Gorgonzola, Parmigiano e Fontina fino ai prosciutti di Parma, San Daniele e Toscano), spalanca le porte al grano trattato con il glifosato, sostanza vietata in Italia perché sospettata di essere cancerogena e favorisce l’arrivo di carne a dazio zero da un paese dove è ammessa la somministrazione di ormoni negli allevamenti, a differenza di quanto avviene in Italia. L’accordo commerciale CETA tra Europa e Canada, che il senato dovrebbe sottoporre a ratifica, avrebbe effetti devastanti sulla coltivazione di grano nelle nostre campagne, col rischio della desertificazione di intere aree, di una concorrenza sleale ai danni degli allevatori italiani e conseguenze per i consumatori, esposti ad un sensibile abbassamento degli standard di sicurezza alimentare. “È necessaria – auspica Coldiretti – una valutazione ponderata, in considerazione della mancanza di reciprocità tra modelli produttivi diversi che grava sul trattato”. Secondo il dossier elaborato dalla Coldiretti, delle 291 denominazioni Made in Italy registrate ne risultano protette appena 41, peraltro con il via libera alla traduzione dei nomi dei prodotti tricolore (come il Parmesan). Peserebbe anche l’impatto delle 50.000 tonnellate di carne di manzo e delle 75.000 tonnellate di carni suine che verrebbero importate a dazio zero e l’azzeramento del dazio per il grano, proprio mentre il governo canadese ha sollevato questioni di compatibilità del decreto per introdurre in etichetta la indicazione obbligatoria dell’origine della pasta, decreto oggetto di richiesta già formalizzata dall’Italia presso la Commissione Europea. “È a rischio – conclude Coldiretti – il principio stesso di precauzione, visto che la legislazione canadese ammette l’utilizzo di prodotti chimici invece vietati in Europa”. Mercoledì 5 luglio dalle 9.30 migliaia di agricoltori manifesteranno contro il trattato in piazza Montecitorio insieme a Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch. http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107099223 Sat, 01 Jul 2017 16:42:53 GMT +++ COMUNICAZIONE URGENTE +++ Rimborsi fino a 15.000 euro per le aziende che allevano bovini da latte o suini e che hanno pagato interessi sui mutui bancari nel biennio 2015/2016. Fino al 30 giugno – comunica la Coldiretti – è possibile chiedere il rimborso che sarà erogato attingendo dal fondo di 25 milioni di euro del Mipaaf, Ministero delle politiche agricole. Nel caso in cui le domande dovessero superare la disponibilità del fondo, le richieste di rimborso saranno proporzionalmente ridotte nell’importo. Gli interessati devono, però, fare in fretta e rivolgersi presso gli uffici di zona della Coldiretti per compilare le pratiche. Le aziende dovranno produrre, in allegato, la documentazione rilasciata dalla banca attestante i costi sostenuti per gli interessi sui mutui passivi maturati e pagati nel biennio, la dichiarazione sugli aiuti de minimis percepiti negli ultimi tre anni e il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio. Il tempo stringe. Mancano infatti ormai meno di 10 giorni alla scadenza entro la quale è possibile presentare la richiesta di rimborso.    http://www.lazio.coldiretti.it/-comunicazione-urgente-.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106705545 Wed, 21 Jun 2017 11:46:28 GMT SICCITA' L’agricoltura del Lazio è in stato di emergenza. La persistente siccità e la gravissima crisi idrica mettono ormai a rischio la sopravvivenza delle aziende. “Chiediamo – si legge nella lettera inviata dalla Coldiretti al governatore Nicola Zingaretti – iniziative urgenti e coraggiose per sostenere un comparto vitale per l’economia regionale”. L’Ufficio Centrale di Ecologia Agraria ha rilevato, negli ultimi 6 mesi, una diminuzione delle precipitazioni piovose pari al 30% rispetto alle rilevazioni climatiche. Un dato allarmante, se si considera che proprio in questo periodo alcune colture necessitano di significativi apporti di acqua, oggi purtroppo limitati, per favorire la germinazione e la fioritura delle piante. La situazione è drammatica su tutto il territorio regionale, dalla piana pontina al cassinate, dalla Tuscia fino alla piana reatina, passando per le campagne dell’agro romano, di Fiumicino e Maccarese. “La produzione di frumento – precisa David Granieri, presidente Coldiretti Lazio – risulta stentata, con pesante contrazione dei raccolti e perdita di qualità e, senza interventi immediati, rischiamo di perdere del tutto ortaggi, frutta, cereali, pomodori. L’assenza di piogge sta condizionando tutta la produzione agricola regionale, con perdite finora stimate fino al 40%”. Conseguenze pesanti anche sugli allevamenti. “Le aziende zootecniche – aggiunge Aldo Mattia, direttore Coldiretti Lazio – non riescono a coprire il fabbisogno alimentare del bestiame. Gli allevatori sono costretti a comprare sul mercato foraggi e mangimi con notevoli aggravi di spesa sui bilanci aziendali”. Le anomalie climatiche, con la prolungata siccità, la scarsità di piogge e di nevicate e le gelate primaverili, hanno già causato perdite al settore agricolo laziale, nei primi sei mesi dell’anno, per almeno dodici/quindici milioni di euro. Senza acqua per irrigare le colture è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività del sistema agroalimentare del Lazio. Importanti aree a forte vocazione agricola, come Latina e la provincia romana, già fanno i conti con le turnazioni introdotte dai consorzi di bonifica per gestire l’emergenza e tentare comunque di garantire il minimo di risorsa necessaria per salvare le coltivazioni. “Temiamo che nemmeno misure così drastiche – conclude Granieri – bastino per salvare le produzioni agricole, ecco perché sollecitiamo l’intervento della Regione Lazio”.  http://www.lazio.coldiretti.it/siccita-.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106629641 Mon, 19 Jun 2017 11:23:43 GMT POMEZIA   “Si torna alla normalità, dopo più di un mese senza poter coltivare, raccogliere e vendere i prodotti della terra”. David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, esprime soddisfazione per la riduzione da 5 chilometri a 716 metri della fascia di interdizione alla raccolta di frutta e ortaggi, al pascolamento degli animali allo sfalcio del fieno e a Pomezia e Ardea a seguito del rogo alla EcoX. In quei pochi metri non ci sono attività agricole. “Ma non possiamo dimenticare che per oltre un mese – dice Granieri – le 150 aziende insediate nei 4.000 chilometri della perimetrazione individuata dalle autorità sanitarie hanno di fatto sospeso ogni attività produttiva. Parliamo di 150 famiglie che non hanno potuto raccogliere i frutti del loro lavoro, né venderli sul mercato e nemmeno nei loro punti per la vendita diretta frequentati ogni giorno da centinaia di consumatori, con l’azzeramento totale della loro unica fonte di reddito. Rinnoviamo il nostro invito alla Regione Lazio – conclude Granieri – a prevedere indennizzi una tantum per ristorare, seppure parzialmente, le perdite economiche causate dal mese di inattività forzata”. Perdite che, da una stima approssimativa, superano i 15 milioni di euro. “Confermiamo inoltre – aggiunge il direttore della Coldiretti del Lazio, Aldo Mattia – la volontà di costituirci parte civile in caso di procedimenti giudiziari. È inammissibile che il sistema agricolo locale debba pagare le conseguenze di un disastro la cui origine va ricercata altrove”.     http://www.lazio.coldiretti.it/pomezia.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=106348479 Mon, 12 Jun 2017 11:22:17 GMT ROMA “Avevamo chiesto a Carlo Hausmann di non lasciare indietro nessuno, di aumentare la dotazione finanziaria dei bandi del Piano di Sviluppo Rurale per poter rispondere a tutte le domande presentate dai nostri imprenditori agricoli e dai giovani che si accingono a diventarlo. Così è stato. Il rifinanziamento delle misure con ulteriori 89 milioni di euro è la migliore risposta che la Regione Lazio poteva dare a un settore che spicca nel panorama produttivo per la rinnovata propensione agli investimenti finalizzati all’avviamento di nuove imprese, all’ammodernamento delle strutture e degli impianti di quelle esistenti, al consolidamento delle filiere agroalimentari e alla promozione della cultura del benessere animale, misura sostenuta con ulteriori 19 milioni di euro”. Così David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, commenta l’approvazione in sede di giunta regionale della delibera che implementa le risorse a sostegno delle dinamiche di sviluppo dell’agricoltura laziale. L’assessore Hausmann aveva anticipato i contenuti della delibera la scorsa settimana, parlando davanti a trecento giovani imprenditori agricoli della Coldiretti del Lazio. “Positiva la decisione di incrementare il budget a copertura delle misure principali. È evidente che la soddisfazione maggiore – aggiunge il direttore della Coldiretti del Lazio, Aldo Mattia – arriva dai 21 milioni di euro appostati sul fondo riservato alle domande di primo insediamento, quelle presentate dai 1.218 ragazzi under 40 che hanno richiesto il contributo dei 70.000 euro per avviare nuove aziende agricole. Potremo evitare il ripetersi dello spiacevole incidente di percorso che, nella scorsa programmazione di spesa dei fondi europei, comportò la penalizzazione di 300 giovani di Roma e del Lazio le cui domande, pur dichiarate ammissibili, non furono mai finanziate” http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=105746726 Wed, 24 May 2017 16:54:58 GMT ROMA   “Stiamo completando i particolari di un’operazione contabile-finanziaria che potrebbe metterci nelle condizioni di finanziare tutte le richieste di contributo arrivate dai ragazzi di Roma e del Lazio pronti ad aprire nuove aziende agricole. La nostra strategia è assegnare priorità a tutte quelle misure del Psr che portano soldi direttamente alle aziende”. Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Carlo Hausmann, all’assemblea dei giovani di Coldiretti promossa anche per presentare l’applicazione TerraInnova che aggiorna in tempo reale, via tablet e smartphone, sui bandi e sulle opportunità del Piano di sviluppo rurale”. Che i giovani stiano tornando alla terra e che sia riesploso l’interesse di ritorno al settore primario lo certificano le 1.218 domande di sostegno all’avviamento di nuove aziende agricole presentate finora. “Il Psr – ha detto David Granieri, presidente regionale della Coldiretti – è un pò come fosse la finanziaria agricola del Lazio. Quelle veicolate dall’Unione Europea sono risorse preziose che vanno spese tutte, nella loro interezza, sia per consolidare il processo di ripartenza dell’agricoltura – il settore produttivo che in Italia sta dimostrando più vivacità di altri e l’unico che stia generando nuovi posti di lavoro – sia per premiare la voglia degli under 40 di fare impresa e di costruirsi una carriera, un’attività imprenditoriale e una prospettiva di vita grazie al lavoro nei campi. Senza dimenticare che questo processo di rinnovamento generazionale favorirà anche la creazione di una nuova classe dirigente”. Tra l’altro Coldiretti mette a disposizione dei giovani aspiranti imprenditori agricoli anche un consorzio fidi, CreditAgri, per anticipare le spese di cofinanziamento che i diretti interessati devono sostenere per fronteggiare l’onere finanziario dell’investimento iniziale. CreditAgri conta 24.000 aziende associate in Italia, 1.200 delle quali a Roma e nel Lazio ed ha approvato un piano che rende disponibili 100 milioni ogni anno per sostenere l’imprenditoria giovanile. In Italia – leader in Europa per i nuovi insediamenti agricoli – sono 50.543 le aziende avviate dagli under 35. “La Regione Lazio – ha concluso Aldo Mattia, direttore regionale Coldiretti – non lasci indietro nessuno dei 1.218 giovani che vogliono investire in agricoltura”. http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=105545039 Thu, 18 May 2017 16:38:40 GMT ROMA “La nostra è un’iniziativa che voglio chiamare di legittima difesa agricola. Quest’emergenza non è più sostenibile perché causa ogni anno dai 3 ai 5 milioni di euro di danni alle aziende agricole. Un costo ambientale pesantissimo che non può essere scaricato sulle spalle degli agricoltori”. Lo ha detto David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, chiudendo i lavori dell’assemblea con gli oltre 100 sindaci arrivati a Roma da tutta la regione per sollecitare le istituzioni ad adottare misure urgenti per contenere l’invasione dei cinghiali che non rappresentano soltanto una calamità per il mondo della produzione agricola, ma anche un problema di ordine pubblico, visti i loro continui sconfinamenti nei centri abitati. “Noi non vogliamo soldi, non vorremmo dover ogni anno chiedere rimborsi e indennizzi, chiediamo atti amministrativi urgenti, efficaci e risolutivi della problematica. Da voi ci aspettiamo un atto di grande coraggio e responsabilità – ha detto Granieri rivolto ai sindaci – nel firmare le ordinanze comunali che autorizzano la cattura e l’abbattimento dei cinghiali. Un atto uguale per tutte le municipalità, comune a tutto il territorio regionale, per mandare un segnale forte e autorevole a chi deve risolvere il problema. Questa storia che siano tecnici e burocrati a decidere tempi, modi e strategie al posto della politica deve finire”. All’assemblea sono intervenuti oltre cento sindaci, o loro delegati, a testimonianza di quanto sia diffusa l’emergenza causata dalla proliferazione dei cinghiali che devastano le coltivazioni, gli uliveti, i noccioleti, creano pericolo alla circolazione stradale e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini. L’assessore regionale all’agricoltura Carlo Hausmann ha riconosciuto che il passaggio delle competenze dalle province alla regione ha complicato le ordinarie attività per il contenimento della fauna selvatica.  Tuttavia ha assicurato che “nel nuovo calendario venatorio il periodo della caccia al cinghiale verrà espanso al massimo” e che è in arrivo un disciplinare pensato per agevolare le attività di caccia. “Siamo anche pronti – ha aggiunto l’assessore – a portare in giunta la delibera di approvazione del piano straordinario delle attività e degli interventi necessari alla riduzione della popolazione di cinghiali”. È allo studio, inoltre, anche una normativa regionale per autorizzare la macellazione e la carne degli animali catturati, perché quello della fauna selvatica da problema possa tramutarsi in una nuova fonte di reddito per le aziende agricole, come già in altre regioni italiane. “Se questa volta non arriveranno risposte urgenti e definitive – ha aggiunto il direttore della Coldiretti del Lazio, Aldo Mattia – ci vedremo costretti ad una mobilitazione di categoria col coinvolgimento delle nostre 40.000 aziende agricole”.  http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=105507665 Wed, 17 May 2017 12:29:54 GMT ROMA http://www.lazio.coldiretti.it/roma-.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=105507576 Wed, 17 May 2017 12:26:21 GMT ROMA Emergenza cinghiali. La Coldiretti chiama a raccolta i sindaci del Lazio. Tutti invitati, dal primo all’ultimo, all’assemblea di martedì a Roma. “Iniziativa inevitabile – dice David Granieri, presidente della federazione regionale – a fronte dell’immobilismo delle istituzioni delegate a gestire le attività di contenimento della fauna selvatica introdotte dalla legge regionale numero 4 del febbraio 2015. I cinghiali, che fino a pochi anni fa erano una minaccia per il solo mondo agricolo, sono un’emergenza di interesse collettivo. I branchi in cerca di cibo si spingono sempre più spesso nelle città. Sono un serio pericolo per la sicurezza della circolazione stradale e per la incolumità dei cittadini”. I mancati interventi di cattura e abbattimento e la parziale applicazione dei piani faunistico-venatori hanno favorito la proliferazione abnorme dei capi. “Il fenomeno è fuori controllo. L’inerzia delle pubbliche amministrazioni, aggravata dal caos delle competenze e dalla farraginosità della burocrazia, ha di fatto paralizzato ogni attività di contrasto. I cinghiali – aggiunge il direttore della Coldiretti del Lazio, Aldo Mattia – devastano coltivazioni di mais, foraggio, ortaggi e verdure, vigneti, noccioleti. Le aziende agricole subiscono perdite dal mancato reddito dei raccolti distrutti e sono inoltre costrette a farsi carico delle ulteriori spese per le nuove semine”. I danni causati dalla fauna selvatica al sistema agricolo regionale si attestano sui tre milioni di euro all’anno a fronte dei quali vengono stanziati fondi inadeguati per gli indennizzi la cui erogazione, peraltro, è ferma al 2015. Ove sia a rischio la pubblica incolumità i sindaci possono emettere ordinanza di cattura o abbattimento. Più articolata è invece la predisposizione delle analoghe attività da parte delle regioni, che devono interloquire e concordare i piani di intervento con le polizie provinciali e gli ambiti territoriali di caccia (Atc). “Questo meccanismo nel Lazio si è evidentemente inceppato. La nostra iniziativa nasce dalla volontà di scuotere il sistema per riavviarlo in tempi rapidi” conclude Granieri.        http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=105449473 Mon, 15 May 2017 17:28:08 GMT POMEZIA “Pronti a distruggere i raccolti, pronti dunque a perdere il reddito delle coltivazioni che risulteranno contaminate e che si trovano nei cinque chilometri di fascia di interdizione che delimita il territorio compromesso dal rogo”. Lo afferma David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio. “Tuttavia – aggiunge Granieri – a fronte del nostro impegno assoluto e totale nel collaborare con le istituzioni sanitarie alla tutela della salute dei consumatori, chiediamo attenzione e celerità nella predisposizione delle procedure per il ristoro degli ingenti danni subiti dalle aziende agricole e dagli allevamenti insediati nel comprensorio interdetto”. Il divieto alla raccolta di frutta, verdure e ortaggi coltivati nella fascia di sicurezza comporterà pesanti conseguenze sui bilanci delle aziende che oltre al mancato reddito derivante dalla distruzione dei raccolti, si vedranno costrette a fronteggiare maggiori spese per procedere alle nuove semine e alle nuove piantagioni. “Anche per questa ragione confermiamo la nostra intenzione di costituirci parte civile nei procedimenti che l’autorità giudiziaria dovesse aprire per accertare le responsabilità del rogo al centro di stoccaggio di Pomezia. http://www.lazio.coldiretti.it/pomezia.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=105298210 Wed, 10 May 2017 18:46:22 GMT