Coldiretti Lazio News - Coldiretti Lazio http://www.lazio.coldiretti.it/ Sun, 19 Nov 2017 09:17:45 GMT http://www.rssboard.org/rss-specification http://www.lazio.coldiretti.it/ 60 MERCATI ESTERI “La vera sfida è fare export in casa nostra. Roma è un bacino turistico enorme, con milioni di visitatori che ogni anno arrivano da tutto il mondo ed è innanzitutto a loro che dobbiamo saper vendere le nostre produzioni di qualità. Dobbiamo fare in modo che come souvenir mettano in valigia un vasetto delle nostre marmellate”. Sara Paraluppi, direttore della Coldiretti del Lazio, traccia le linee della nuova strategia per incrementare l’export dei prodotti agroalimentari tipici di Roma e del Lazio che, nel primo semestre del 2017, hanno registrato una crescita del 15,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando di tre volte la media nazionale (5,8%). Lo fa al mercato contadino del Circo Massimo, alla presentazione del progetto romeshire.eu sviluppato in collaborazione con la Camera di Commercio della capitale. “Per avvicinare i turisti alle nostre produzioni locali, a chilometro zero, abbiamo bisogno – dice Coldiretti Lazio – anche del sostegno dei ristoratori, che vorremmo fossero i nostri primi partner nella difesa e promozione dell’autentico Made in Italy prodotto dalle aziende agricole delle campagne romane e laziali. Sarebbe bello, ad esempio, se proponessero la vera pasta fresca al pomodoro, piuttosto che quella precotta da riscaldare nel microonde”. L’export manager Francesca Bianconi ha evidenziato il valore crescente dei social media “che – ha detto – si confermano canali privilegiati per guidare i visitatori che arrivano a Roma nella scelta degli agriturismi che mettono in tavola le tipicità locali, promuovendo anche la conoscenza della storia e delle tradizioni del territorio”. Per il resto, Coldiretti continua a sostenere, con attività di assistenza e consulenza, le aziende agricole che già operano sui mercati europei e extraUe. “I nostri prodotti destinati ai paesi non comunitari, in particolare Cina e Stati Uniti, devono arrivare perfetti ai controlli in dogana, dalle certificazioni sanitarie fino alle etichette. La tracciabilità – conclude Coldiretti Lazio – deve essere assoluta. Una sfida impegnativa, ma di certo non impossibile, per chi già oggi, ogni giorno, garantisce ai consumatori italiani prodotti di eccellenza e di elevatissima sicurezza alimentare” http://www.lazio.coldiretti.it/mercati-esteri-.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112135404 Sun, 19 Nov 2017 09:17:45 GMT CONVEGNO SABATO 18 NOVEMBRE ORE 10.00 “Sarà il nostro Natale da record”. David Granieri presidente regionale della Coldiretti lancia la volata alle 43.227 imprese agricole di Roma e Lazio (fonte InfoCamere-Movimprese) nella conquista di nuovi spazi sui mercati esteri e con l’obiettivo di migliorare la straordinaria performance dell’export agroalimentare che nel Lazio, nei primi sei mesi del 2017, è aumentato del 15,4%, con una crescita tre volte superiore alla media nazionale (5,8%). Le nuove strategie per aumentare le esportazioni dei prodotti tipici di Roma e del Lazio, sfruttando il volano delle festività natalizie e dei regali sotto l’albero, saranno presentate domani, sabato 18 novembre, alle ore 10.00, al mercato contadino di Campagna Amica al Circo Massimo di via di San Teodoro, a Roma, al convegno organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio sulla promozione del chilometro zero sui mercati internazionali. Oltre alla relazione di un’export manager che presenterà i modelli di penetrazione sui mercati di Francia, Germania e Stati Uniti, sono previste le testimonianze di due imprenditori agricoli che già esportano con successo più della metà delle rispettive produzioni aziendali. Alla fine del primo semestre del 2017 le esportazioni di Roma e Lazio, come certifica l’Aggiornamento congiunturale presentato da Banca d’Italia, hanno superato i 197 milioni di euro, in aumento del 23,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (fonte Istat). “Le nostre aziende sono protagoniste sullo scacchiere dello shopping natalizio, dove i prodotti di eccellenza del paniere agroalimentare italiano si confermano tra le strenne più gettonate. Tuttavia – conclude Granieri – perché questi risultati coincidano anche con una crescita del reddito aziendale dobbiamo qualificare la nostra distintività territoriale. È in questa direzione che va il progetto di Coldiretti e Op Latium per ottenere il riconoscimento del marchio europeo Igp “Roma” all’olio extravergine di oliva prodotto nel Lazio”.        http://www.lazio.coldiretti.it/convegno-sabato-18-novembre-ore-10-00.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=112072173 Fri, 17 Nov 2017 10:56:44 GMT BASSO LAZIO “Congelare le mozzarelle di bufala? Mai. Siamo contrari ad ogni ipotesi di modifica del disciplinare che possa comportare alterazione delle proprietà organolettiche o compromettere la freschezza, sostanziale e di immagine, di uno dei simboli più apprezzati e rappresentativi della nostra distintività agroalimentare”. David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, boccia la richiesta avanzata al Mipaaf dal Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop di autorizzare il congelamento (frozen) del prodotto per poterlo conservare più a lungo nel tempo, commercializzarlo all’occorrenza – ossia quando aumenti la domanda di mercato – e favorirne, infine, l’esportazione sulle lunghe distanze. Una contrarietà che Coldiretti espresse già il 10 ottobre nella missiva spedita all’assessore regionale all’agricoltura del Lazio, Carlo Hausmann, a seguito della prima assemblea con i produttori di Amaseno e Pontinia, i comuni delle province di Frosinone e Latina dove si concentra la totalità della produzione del Basso Lazio. “Una simile modifica – dice Salvatore Rinna, presidente del Consorzio allevatori bufalini Amaseno (Cab) – determinerebbe la dequalificazione del prodotto e indebolirebbe il sistema della tracciabilità, incentivando il ricorso a sofisticazioni e mistificazioni che finirebbero per disorientare i consumatori”. “Ma non scherziamo. Questa cosa qui – spiega Pierluigi Benedetti Panici, contitolare coi figli dell’Agricola Circe – favorirebbe l’introduzione in Italia di latte o addirittura pasta congelata importata dall’estero per produrre a costi inferiori e aumentare le rese, ma a detrimento della qualità che noi, invece, stiamo elevando anche a costo di sacrifici pesanti”. “Il latte e la mozzarella di bufala – aggiunge Pietro Greco, direttore delle federazioni Coldiretti di Latina e Frosinone – sono l’oro bianco di un settore che occupa 70.000 addetti tra diretti e indotto e che merita tutela nella sua integrità”. Le regioni Puglia e Molise hanno già espresso parere contrario al congelamento. La regione Campania, dopo il primo via libera, ha fatto sostanzialmente dietrofront, spiegando che, nel caso di prodotto congelato, andrebbe tolta la dicitura Dop e aggiunta la scritta “frozen”. Il Lazio, nel parere firmato dall’assessore all’agricoltura Carlo Hausmann, precisa che in caso di approvazione, la modifica “sia esclusivamente riservata al prodotto destinato alle preparazioni gastronomiche e alla cottura in ristorazione”. “Molto prima che tra i produttori della filiera montasse il malcontento, e precisamente il 10 ottobre, con una lettera alla Regione Lazio – ricorda Granieri – chiedemmo di bocciare in toto una modalità di lavorazione e commercializzazione che esporrebbe il nostro patrimonio di allevamenti bufalini e le sue produzioni di punta a rischi gravissimi di imitazione, contraffazione, adulterazione che già si verificano, seppure in percentuale fisiologica e dunque agevolmente verificabile. La mozzarella di bufala campana Dop è emblema di originalità e stagionalità del Made in Italy. Autorizzarne il congelamento causerebbe il crollo degli acquisti da parte dei milioni di consumatori che la scelgono ogni giorno nella certezza della sua provenienza e freschezza”.  http://www.lazio.coldiretti.it/basso-lazio.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=111055098 Tue, 24 Oct 2017 11:25:40 GMT LAZIO Una donna alla guida della Coldiretti del Lazio. Per la prima volta nella storia della federazione regionale. È Sara Paraluppi, agronoma, originaria di Mantova, residente da anni a Roma, dove lavora presso la direzione generale della Confederazione e dove, nell’ultimo anno, si è occupata prevalentemente della gestione dei processi amministrativi finalizzati alla ricostituzione del sistema produttivo agricolo delle regioni colpite dal terremoto. Subentra ad Aldo Mattia, destinato ad altro incarico. Al passaggio di consegne, nella sala riunioni della palazzina gialla di via Piria, insieme ai delegati, anche il dirigente confederale Antonio Biso e il segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo. A presiedere i lavori David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio. “Una staffetta di altissima levatura. Ci lascia, per altro incarico, un direttore di grande esperienza, che nella sua lunga permanenza nel Lazio si è speso senza mai risparmiarsi per la difesa e lo sviluppo dell’agricoltura regionale. Diamo il benvenuto – commenta Granieri – a una delle più qualificate risorse della nostra Confederazione, che saprà proseguire con tenacia e passione il percorso di costruzione della nuova agricoltura laziale, quella dove sceglie di investire il proprio futuro un numero sempre crescente di giovani. Auguri di buon lavoro a entrambi”.  http://www.lazio.coldiretti.it/lazio.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110869983 Fri, 20 Oct 2017 11:32:38 GMT ROMA Giuseppe Casu, 41 anni, agronomo, di Alghero, è il nuovo direttore della federazione della Coldiretti di Roma. “Presenza sul territorio e ascolto dei soci. Sono queste, da sempre, le caratteristiche del mio modus operandi che nel tempo conto di imprimere anche a Roma, perché la struttura centrale e le ramificazioni territoriali si muovano, in continuità col passato, su questi schemi e con queste modalità di azione” ha detto Casu nel saluto di presentazione al consiglio provinciale. Ha guidato dal 2014 la Coldiretti di Oristano. In precedenza era stato vicario a Sassari e dirigente della federazione regionale sarda. Subentra a Roberto Scano, che ha guidato la federazione romana dal 2015 e che sarà destinato ad altro incarico. “Nella capitale ho vissuto due anni di grande lavoro messo in campo per arginare gli effetti di una delle crisi economiche più gravi mai vissute dal paese. Due anni fa, appena arrivato a Roma, ho condiviso tappe cruciali dell’attività organizzativa – ricorda – come la presenza a Expò Milano, dove Coldiretti è stata ambasciatrice dell’agroalimentare tipico di Roma e del Lazio. Mi congedo dalla capitale col ricordo di tanti risultati, non ultimo la riapertura del mercato contadino del Circo Massimo che, dopo appena due settimane dalla ripresa delle attività, ha registrato – conclude Scano – presenze e numeri da record”.       http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110839293 Thu, 19 Oct 2017 17:54:07 GMT LATTE Da oggi è pienamente operativo l’obbligo di indicare sulle etichette l’origine del latte e dei derivati – come yogurt, formaggi, burro, mozzarelle – per impedire che siano spacciati per italiani prodotti ottenuti con latte estero.  È scaduto il termine di 180 giorni concessi dal decreto ai produttori per smaltire le confezioni con il sistema di etichettatura utilizzato prima della entrata in vigore della legge. “Il consiglio ai consumatori è di verificare la provenienza del latte venduto nei cartoni come di quello usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari. La disposizione si applica al latte vaccino, ovi-caprino, bufalino e sarà riconoscibile in etichetta – spiega il presidente della Coldiretti del Lazio, David Granieri – con le diciture che devono precisare obbligatoriamente il paese di mungitura, di confezionamento e trasformazione”. Se il processo produttivo avviene tutto in un solo paese, l’obbligo di indicare l’origine potrà essere assolto indicando il nome del paese di origine. Se le operazioni avvengano in paesi diversi, ma comunque membri dell’Unione europea, si potrà utilizzare la dicitura Ue. La scritta sarà invece paesi non Ue per il latte o derivati lavorati fuori dalla comunità. “Raccogliamo i frutti della mobilitazione messa in campo per tutelare dalle imitazioni, contraffazioni e mistificazioni commerciali un prodotto simbolo delle campagne di Roma e del Lazio. Ora – aggiunge Granieri – possiamo valorizzare, anche ai fini del reddito delle aziende zootecniche, un prodotto di qualità e assoluta sicurezza alimentare, visto il numero delle ispezioni cui sono sottoposti i nostri allevamenti, i più controllati. Non a caso disponiamo della rete di veterinari più estesa d’Europa”. Un risultato che tutela le aziende laziali, sostiene i produttori, preserva i 50 formaggi a denominazione protetta, favorisce la trasparenza a vantaggio dei consumatori. L'indicazione obbligatoria dell’origine mette fine agli inganni. Finora 3 cartoni di latte uht su 4 venduti sul territorio nazionale contenevano materia prima importata, come con il latte o con le cagliate provenienti dall’estero si produceva la metà delle mozzarelle, tutto ciò senza che i consumatori ne fossero informati. http://www.lazio.coldiretti.it/latte.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110740562 Tue, 17 Oct 2017 13:26:49 GMT ROMA DI NUOVO A PIENO REGIME IL MERCATO CONTADINO AL CIRCO MASSIMO. IN VIA DI SAN TEODORO IL MEGLIO DELLE PRODUZIONI AGROALIMENTARI TIPICHE DEL LAZIO. APERTURA OGNI SABATO E DOMENICA. http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110314018 Sat, 07 Oct 2017 18:23:39 GMT ROMA VENERDI 6 OTTOBRE ALLE ORE 9.30 LA RIAPERTURA DEL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA DEL CIRCO MASSIMO, IN VIA DI SAN TEODORO. INTERVENGONO ALL'INAUGURAZIONE IL PRESIDENTE DELLA COLDIRETTI ROBERTO MONCALVO E IL SINDACO DI ROMA VIRGINIA RAGGI. http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110171871 Wed, 04 Oct 2017 13:48:32 GMT ROMA   Alla vigilia dell’inverno gli agricoltori, i pastori e gli allevatori terremotati che non hanno voluto abbandonare stalle e aziende portano i primi raccolti dopo il sisma all’ inaugurazione del nuovo mercato di Roma Capitale di Campagna Amica al Circo Massimo. L’iniziativa della Coldiretti per la riapertura dello storico mercato degli agricoltori in via San Teodoro 74 a Roma a partire dalle ore 9,30 di Venerdì 6 ottobre per un nuovo inizio all’insegna della solidarietà che non si è mai spenta tra i cittadini come dimostra l’analisi Coldiretti/Ixe’ che sarà presentata nell’occasione insieme ad un bilancio della situazione nelle campagne terremotate. Gli agricoltori delle zone danneggiate dal sisma offriranno le esclusive specialità locali della rinascita per sostenere concretamente e direttamente la ripresa economica ed occupazionale che deve procedere di pari passo con la ricostruzione nei territori colpiti come dimostrano le storie di chi con grande coraggio e dignità è rimasto a vivere e lavorare nelle campagne ferite dove la situazione è ancora difficile. La riapertura del mercato al Circo Massimo con le importanti novità è l’occasione per fare il punto sulla spesa dal contadino in Italia nel 2017 con lo studio Coldiretti/Campagna Amica nel girono della diffusione dei dati Istat sul commercio al dettaglio. Saranno presenti tra gli altri il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, Il Presidente della Coldiretti Lazio e Roma David Granieri, il Sindaco di Roma Capitale Virginia Raggi e rappresentanti Istituzionali, dei consumatori e delle forze economiche e sociali. http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=110126751 Tue, 03 Oct 2017 16:11:21 GMT LAZIO “Il calo della produzione farà crollare i redditi e la capacità di spesa, influendo sul sistema economico regionale. È infatti evidente che i milioni di euro persi dagli olivicoltori mancheranno al mercato locale dei consumi. Ogni perdita di valore in agricoltura si traduce, oltre che nella minore offerta di prodotti di qualità, anche in un inevitabile impoverimento dell’economia regionale”. Il presidente della Coldiretti del Lazio, David Granieri, suona l’allarme. Nella nostra regione di olio extravergine di oliva, causa la siccità e il caldo record, se ne farà meno dell’anno scorso. “Previsioni ancora prudenti indicano una perdita media di produzione del 40% rispetto ai volumi della scorsa raccolta, con una contrazione che si spalmerà uniformemente sul territorio regionale” aggiunge Granieri. Si calcola che il calo di produzione equivarrà a una perdita economica di 150 milioni di euro (60 milioni di euro che andranno persi nella Sabina tra Roma e Rieti, altri 60 si stima mancheranno tra Latina e Frosinone e 30 milioni in fumo nell’area viterbese delle Dop Canino e Tuscia). L’ultima campagna olearia regionale fu di 11.025 tonnellate di olio da 91.145 tonnellate di olive, in calo del 47% rispetto alla precedente con 20.877 tonnellate di prodotto (dati Op Latium, Organizzazione produttori olivicoli, dai quali sono esclusi quelli da produzione per autoconsumo). Nella nostra regione sono in funzione 334 frantoi (87 in provincia di Frosinone, 82 a Roma, 77 a Viterbo, 45 a Latina, 43 a Rieti). Nel 2016 in provincia di Frosinone si ottennero 2.133 tonnellate di olio da 15.939 tonnellate di olive, 1.013 in provincia di Latina da 8.253 di olive, 1.038 a Rieti da 8.161 tonnellate di materia prima, 2.870 a Roma da 23.349 tonnellate di olive, 3.969 di olio a Viterbo da 35.441 tonnellate di olive. Nel Lazio l’olivicoltura è molto diffusa e la superficie investita ad olivo (dati Istat 2013) è di 80.000 ettari (a Roma la superficie a uliveti è del 30%, del 23% a Frosinone, del 17% a Viterbo, del 16% a Latina, del 14% a Rieti). La superficie media aziendale è minima, solitamente inferiore ad 1 ettaro, mentre sale a 1,5 ettari nelle aziende specializzate. Quattro gli oli Dop laziali: Canino, Tuscia, Sabina e Colline Pontine. “Quest’anno avremo meno olio. Costerà di più, ma invito i consumatori – conclude Granieri – a privilegiare quello locale, acquistandolo dagli olivicoltori o presso i frantoi”. http://www.lazio.coldiretti.it/lazio.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=109735999 Fri, 22 Sep 2017 13:25:26 GMT OSCAR GREEN Giovani. E con una spiccata propensione alla innovazione. Sono i ragazzi della nuova agricoltura laziale, protagonisti ieri a Terracina delle selezioni regionali Oscar Green, il premio annuale istituito da Coldiretti per valorizzare le idee imprenditoriali più innovative. Francesco Gunella, di Rieti, vince nella categoria Impresa 2.Terra per avere recuperato e rimesso in produzione uno storico vitigno autoctono, il Cesenese Nero, del quale fino a pochi anni solamente qualche anziano contadino sapeva della sua esistenza. Valerio La Salvia, di Latina, è stato premiato (categoria We Green) per avere fondato una azienda, già apprezzata in ambito internazionale nel settore del water nursery, che produce piante acquatiche per gli impianti di fitodepurazione, piante ornamentali e vegetali impiegati nei progetti di ingegneria ambientale, ma che fa anche recupero di piante in via di estinzione. Valentina Iside (categoria Agri-You) è stata premiata per aver promosso a Viterbo la cooperativa Fattorie Solidali che, nella produzione biologica e nella vendita diretta di ortaggi, impiega giovani disagiati per aiutarli nel loro reinserimento sociale. Luca Salvatori (categoria Campagna Amica) di Latina ha sviluppato il progetto Farm For Me, una applicazione grazie alla quale raccoglie gli ordini dei clienti che prenotano la spesa online per riceverla al proprio domicilio, saldando il conto grazie ad un sistema di schede prepagate analoghe a quelle telefoniche. Giorgia Pontetti, titolare della Ferrari Farm di Petrella Salto, vince nella categoria Crea. Coltiva ortaggi, erbe aromatiche e frutta senza terra, con la tecnica di coltura idroponica, ma anche pomodori di altissima qualità privi di nichel, una sostanza alla quale risulta allergica il 15% degli italiani. La Ferrari Farm ha inoltre brevettato una piccola serra idroponica da collocare in casa e nella quale si possono coltivare insalate e spezie. Giuseppe Iacomini (Fare Rete) ha rappresentato la cooperativa agricola Cesare Battisti di Vetralla che, forte dei suoi 400 olivicoltori associati, è leader nella produzione, trasformazione e vendita di un extravergine di altissima qualità. I ragazzi, premiati da David Granieri e Aldo Mattia, presidente e direttore della federazione regionale della Coldiretti, rappresenteranno il Lazio alla selezione nazionale di Oscar Green, che premierà i giovani imprenditori agricoltori più innovativi d’Italia. http://www.lazio.coldiretti.it/oscar-green.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=108017288 Mon, 31 Jul 2017 11:14:40 GMT AMATRICE “L’Italia ha un futuro se noi abbiamo un futuro. Lo dimostra il fatto che l’agricoltura è il solo settore produttivo che fa numeri positivi”. Lo ha detto Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, ad Amatrice, dove oggi ha consegnato all’imprenditore Adelio Di Marco il primo dei trecento buoni gasolio messi a disposizione delle aziende agricole e degli allevamenti per fronteggiare il fabbisogno energetico per poter lavorare i campi, fare le operazioni di raccolta e alimentare gli impianti di irrigazione accesi notte e giorno per bagnare le colture e salvarle dalla siccità. Il gasolio verrà distribuito ad agricoltori e allevatori dei comuni colpiti dal terremoto, Amatrice, Accumoli, Cittareale, Posta, Leonessa. “Non è possibile che a 11 mesi dal sisma – ha denunciato Moncalvo – sia stata montata una stalla su due per cavilli burocratici legati alle autorizzazioni per fare le piattaforme di cemento”. Nella frazione Configno è intervenuto anche il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. “Voi agricoltori, voi allevatori siete veri eroi perché non avete abbandonato le stalle, siete rimasti al lavoro nelle vostre aziende. Mi vengono i brividi – ha detto Pirozzi – ripensando a quel 18 gennaio quando, sotto la neve, si è ripresentato il mostro, facendo tremare la terra. Ma gli allevatori non hanno mai pianto, come non ha mai pianto il sindaco. L’economia cittadina riparte da qui, dai vostri sacrifici, dalla natura, dalla terra. Restare qui, dove siamo sempre stati, è il modo più giusto per rispettare le 239 persone che dal 24 agosto scorso non ci sono più”. Il gasolio consegnato oggi servirà ad Adelio Di Marco per trebbiare il grano del suo podere. Molti dei trecento beneficiari dei buoni utilizzeranno il gasolio per garantire acqua alle loro coltivazioni minacciate dalla siccità che anche ad Amatrice sta mettendo a dura prova, dopo il terremoto, il sistema agricolo locale. Nel comprensorio amatriciano è crollata del 60% la raccolta del fieno che gli allevatori saranno quindi costretti a comprare sul mercato. Il carburante che in questi giorni sarà distribuito da Coldiretti, dai Consorzi Agrari e da Eurocap Petroli sarà utilizzato per bagnare il foraggio, in particolare il mais, per alimentare il bestiame durante il prossimo inverno. http://www.lazio.coldiretti.it/amatrice-.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107879995 Wed, 26 Jul 2017 12:58:06 GMT AMATRICE Gasolio. A costo zero. Sarà assegnato gratuitamente ai titolari di 300 aziende agricole e allevamenti di Amatrice, Accumoli, Posta, Cittareale, Leonessa danneggiati dai terremoti dello scorso anno. Il primo rifornimento, martedì, all’azienda di Adelio Di Marco. La distribuzione proseguirà nei giorni seguenti. L’operazione di solidarietà – mezzo milione di litri (565.260) di gasolio destinati a mille imprese localizzate nel cratere del sisma tra Lazio, Umbria e Marche – è stata finanziata dalla Coldiretti, dai Consorzi Agrari, Eurocap Petroli e Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo. Senza alcun contributo pubblico. A 11 mesi di distanza dal terremoto si farà il punto sulla ripresa del settore e sulle criticità ancora da superare. “Gioia e soddisfazione perché – spiega Roberto Scano, direttore della federazione di Rieti – finalizziamo un altro impegno preso coi nostri imprenditori ai quali, dopo 11 mesi di frequentazioni assidue e fraterna collaborazione, siamo legati anche da un sentimento di autentica amicizia”. Il gasolio servirà alle aziende per le attività estive, come la trebbiatura del grano, le operazioni di raccolta sul campo, la lavorazione dei terreni, trasporto di mangimi per gli animali, di prodotti agricoli e alimentari. “Ad usufruire dei buoni – precisa il presidente della federazione Enzo Nesta – saranno agricoltori e allevatori con una attribuzione individuale parametrata sulla base delle richieste presentate allo sportello Uma l’anno precedente al sisma”. Le assegnazioni saranno calcolate in modo da garantire contributi omogenei. “Allestiremo – anticipa Ivano Capannini, delegato regionale presso la federazione di Rieti – una esposizione delle produzioni tipiche di Amatrice, come prosciutto, guanciale, salumi, pecorino, patate, farro e lenticchie per testimoniare la continuità produttiva di una comunità agricola che ha rialzato subito la testa, che non ha abbandonato le aziende, le stalle e le campagne e che ha subito ritrovato la forza e il coraggio di ripartire”. Martedì, dunque, il primo pieno di gasolio per la trebbiatrice di Adelio Di Marco che, subito dopo, mieterà il grano del suo podere. http://www.lazio.coldiretti.it/amatrice.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107725818 Fri, 21 Jul 2017 14:24:09 GMT ROMA Il confronto si farà. La Regione ha accolto la richiesta di Coldiretti di aprire la Vertenza Lazio. Lunedì 17 luglio alle ore 15.00 si riunisce il tavolo inter-assessorile sui danni causati dalla siccità, sulla operatività dei consorzi di bonifica, sui finanziamenti Ue per il primo insediamento dei giovani imprenditori agricoli e sul risanamento della Valle del Sacco. Al tavolo siederanno il presidente e il direttore della Coldiretti Lazio, David Granieri e Aldo Mattia e gli assessori Fabio Refrigeri, Carlo Hausmann e Mauro Buschini.  “La crisi idrica – spiega Granieri – non risparmia alcuna provincia. A Latina siamo allo stremo, l’acqua è finita. Dalle turnazioni siamo passati alla chiusura degli impianti irrigui. Migliaia di ettari coltivati a ortaggi, meloni, angurie sono bruciati dal caldo torrido. Criticità analoghe nell’Agro Romano. Negli allevamenti bovini di Rieti, Frosinone e della provincia di Roma la produzione di latte, per il caldo e lo stress degli animali, è crollata del 40%. Irrigazione di soccorso nella Tuscia e in Sabina per salvare uliveti e vigneti, pur nella consapevolezza che la metà del raccolto è compromessa”. A rischio i noccioleti di Caprarola e dei comuni vicini sprovvisti di sistemi di irrigazione. Di fatto pregiudicato il raccolto stagionale, perché le mandorle non si sono formate o, nella migliore delle ipotesi, la loro qualità non sarà adeguata agli standard richiesti dalle industrie dolciarie. Il crollo di valore dei prodotti agricoli e agroalimentari sarà devastante per i bilanci delle aziende. “Le perdite sono ingenti. Una prima stima parla di almeno 110 milioni di euro. Il conto – spiega Mattia – è destinato a salire. Chi ha acqua per irrigare spende centinaia di euro al giorno per approvvigionarsi di gasolio o corrente per alimentare gli impianti irrigui”. La Regione ha richiesto al Governo il riconoscimento della calamità. “Chiederemo – anticipa Granieri – misure transitorie di sostegno come agevolazioni fiscali e creditizie, abbattimento degli oneri contributivi e sospensione dei mutui per evitare il tracollo del sistema produttivo agricolo laziale. Presenteremo anche una proposta operativa per la gestione strategica delle risorse idriche, visto che ormai anche nel Lazio la siccità non è più un fatto episodico, ma un fenomeno naturale strutturale”. http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107550268 Sat, 15 Jul 2017 14:02:05 GMT ROMA Tre emergenze. In tre lettere. Quelle inviate dalla Coldiretti del Lazio agli assessori regionali Fabio Refrigeri, Carlo Hausmann e Mauro Buschini per aprire una vertenza sui danni all’agricoltura causati dalla siccità, sul ruolo dei consorzi di bonifica, sulla assegnazione dei contributi europei ai 1.250 giovani aspiranti imprenditori agricoli e sullo stato delle attività di bonifica nella Valle del Sacco. “Nelle campagne – spiega David Granieri, presidente Coldiretti Lazio – la pazienza è agli sgoccioli, proprio come l’acqua. La crisi idrica e le turnazioni per irrigare i campi hanno compromesso la qualità delle produzioni sottopagate sul mercato, tanto che i prezzi corrisposti non bastano nemmeno a coprire le spese. Chi ha acqua per irrigare coltivazioni, vigneti e uliveti è costretto a spese aggiuntive per approvvigionarsi di carburante o di energia elettrica per alimentare gli impianti irrigui. Chi irriga un giorno a settimana è rassegnato alla inevitabile perdita del raccolto. Ogni giorno il caldo e la mancanza di acqua bruciano migliaia di ettari seminati a mais, grano, ortaggi e frutta, azzerando ogni prospettiva di reddito e le speranze di recuperare i soldi spesi per le semine. Il riconoscimento della calamità dovrà garantire alle aziende il ristoro dei danni subiti o almeno agevolazioni fiscali, creditizie e l’abbattimento degli oneri contributivi”. “La vertenza interassessorile – aggiunge Aldo Mattia, direttore Coldiretti Lazio – deve segnare un punto di svolta nelle politiche su ambiente e agricoltura e favorire la concreta attivazione delle misure più volte annunciate dai tre assessori, ma mai entrate in vigore. La Regione, tramite i consorzi di bonifica, deve fronteggiare la drammaticità del momento con risposte adeguate alla gravità delle emergenze e – conclude – programmando le attività necessarie per mettere il sistema agricolo al riparo dagli effetti di nuove, probabili siccità”. http://www.lazio.coldiretti.it/roma-.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107422062 Tue, 11 Jul 2017 12:23:04 GMT ROMA La Coldiretti di Roma e del Lazio contraria alla politica economica e commerciale della Ue che ha firmato il trattato di libero scambio con il Canada e che ora anche il nostro Paese è chiamato a ratificare. Un accordo i cui rischi sono evidenziati nel documento che abbiamo condiviso con Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch. Si autorizza una indiscriminata liberalizzazione e deregolamentazione degli scambi. Per la prima volta, inoltre, la Ue accorda il via libera alle imitazioni dei nostri prodotti tipici (dai formaggi Asiago, Gorgonzola, Parmigiano e Fontina fino ai prosciutti di Parma, San Daniele e Toscano), spalanca le porte al grano trattato con il glifosato, sostanza vietata in Italia perché sospettata di essere cancerogena e favorisce l’arrivo di carne a dazio zero da un paese dove è ammessa la somministrazione di ormoni negli allevamenti, a differenza di quanto avviene in Italia. L’accordo commerciale CETA tra Europa e Canada, che il senato dovrebbe sottoporre a ratifica, avrebbe effetti devastanti sulla coltivazione di grano nelle nostre campagne, col rischio della desertificazione di intere aree, di una concorrenza sleale ai danni degli allevatori italiani e conseguenze per i consumatori, esposti ad un sensibile abbassamento degli standard di sicurezza alimentare. “È necessaria – auspica Coldiretti – una valutazione ponderata, in considerazione della mancanza di reciprocità tra modelli produttivi diversi che grava sul trattato”. Secondo il dossier elaborato dalla Coldiretti, delle 291 denominazioni Made in Italy registrate ne risultano protette appena 41, peraltro con il via libera alla traduzione dei nomi dei prodotti tricolore (come il Parmesan). Peserebbe anche l’impatto delle 50.000 tonnellate di carne di manzo e delle 75.000 tonnellate di carni suine che verrebbero importate a dazio zero e l’azzeramento del dazio per il grano, proprio mentre il governo canadese ha sollevato questioni di compatibilità del decreto per introdurre in etichetta la indicazione obbligatoria dell’origine della pasta, decreto oggetto di richiesta già formalizzata dall’Italia presso la Commissione Europea. “È a rischio – conclude Coldiretti – il principio stesso di precauzione, visto che la legislazione canadese ammette l’utilizzo di prodotti chimici invece vietati in Europa”. Mercoledì 5 luglio dalle 9.30 migliaia di agricoltori manifesteranno contro il trattato in piazza Montecitorio insieme a Cgil, Arci, Adusbef, Movimento Consumatori, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori, Acli Terra e Fair Watch. http://www.lazio.coldiretti.it/roma.aspx?KeyPub=GP_CD_LAZIO_HOME|CD_LAZIO_HOME&subskintype=Detail&Cod_Oggetto=107099223 Sat, 01 Jul 2017 16:42:53 GMT